Gabetti: come un grande Brand storico si riprende la scena. La storia di un rilancio senza precedenti
Proseguendo la nostra serie di articoli dedicati ai processi di turnaround dei grandi brand storici del Made in Italy, analizzati attraverso la lente strategica del nostro AI Co-Pilot Granello oggi affrontiamo un caso emblematico del settore immobiliare.
A volte, le migliori intuizioni nascono da incontri semplici.
Di recente, all’evento “L’importanza della reputazione nel franchising” organizzato nella sede di Assofranchising, ho avuto una stimolante chiacchierata con Francesco Iaccarino, il Direttore Marketing di Gabetti Franchising.
Abbiamo parlato di una cosa fondamentale: la reputazione del brand e come guadagnare e mantenere la fiducia dei clienti.
Da quel colloquio, che mi ha fatto accendere una scintilla, è nata l’idea di questo articolo.
Con l’aiuto del nostro AI Co-Pilot, Granello, per l’analisi strategiche abbiamo “sezionato” il Gruppo Gabetti.
Non per una fredda analisi, ma per raccontare una storia avvincente:
come un colosso storico sta cambiando pelle per superare un momento difficile.
E, visto che ci piacciono le sfide, abbiamo aggiunto un’idea “fuori dagli schemi” per il consolidamento futuro.
Il “Before/After”: Una Svolta Radicale
La recente trasformazione di Gabetti è una lezione molto interessante per tutti.
Come ha fatto un’azienda così grande a cambiare rotta in modo così deciso?
Prima, il Gruppo gestiva ben tre marchi diversi: Gabetti, Grimaldi e Professionecasa.
Questo, nel tempo, ha creato molta confusione.
Ogni Brand procedeva per la propria strada e, spesso, entravano in competizione da soli facendosi concorrenza nelle stesse città.
Inoltre, il Gruppo dipendeva troppo da un settore instabile: i lavori di ristrutturazione legati ai bonus statali, un mondo che cambiava regole di continuo.
La situazione finanziaria era diventata molto critica.
Alla fine del 2023, i debiti totali erano altissimi. Non si poteva più andare avanti così.
La decisione del management è stata drastica: cambiare tutto!
È stato scelto di ridurre drasticamente il numero dei marchi, concentrando gli sforzi solo su Gabetti.
Le altre reti Grimaldi e Professionecasa ritenute non strategiche, sono state vendute con un’operazione di Management Buyout.

E’ stato rifatto il look con un’operazione di restyling delle agenzie Gabetti e contemporaneamente è stato deciso di puntare su nuovi servizi che generassero guadagni fissi e sicuri nel tempo, come l’amministrazione dei condomini.
Per completare questa profonda fase di cambiamento, nel gennaio del 2025 c’è stato anche un cambio di guardia: Marco Speretta è diventato il nuovo capo dell’azienda.
I risultati di questa manovra sono stati eccezionali. I debiti totali sono stati ridotti di oltre il 70% in soli dodici mesi.
Anche i guadagni nel primo semestre del 2025 sono ricominciati a crescere.
Questo report racconta, passo dopo passo, come Gabetti si sia lasciata alle spalle i problemi per diventare una realtà solida e pronta per il futuro.
Scenario BEFORE: Un’Identità Frammentata e Troppi Rischi

Prima del grande cambiamento, Gabetti governava un ecosistema di agenzie vastissimo, ma disorganizzato.
Avere tre marchi diversi sotto la stessa proprietà costringeva l’azienda a spese tre volte superiori per lo sviluppo, la pubblicità e la gestione, disperdendo le risorse in un mercato dove farsi riconoscere è vitale.
Le tre reti finivano per contendersi le stesse zone, creando attriti e inefficienze.
Oltre a questo, c’era un altro grosso problema.
Una parte importante dell’azienda si era espansa troppo in fretta cavalcando l’onda degli aiuti statali per la ristrutturazione, come il Superbonus.
Ma i continui cambiamenti di regole, i blocchi normativi e le difficoltà nel riscuotere i crediti d’imposta avevano creato grossi problemi di cassa, rallentando la crescita e minando la stabilità finanziaria.
Tutto questo si rifletteva sullo stato di salute dell’azienda.
Alla fine del 2023, i debiti totali erano diventati un fardello insopportabile.
Senza un intervento deciso, l’azienda rischiava di non avere più i soldi per investire, in un mercato che invece richiedeva agilità e innovazione.
La scelta era chiara: continuare a disperdere le risorse o concentrarsi per recuperare la solidità.
Il problema identificato: Capire le Cause
L’analisi dei dirigenti ha portato all’individuazione di due cause principali.
La prima era la dispersione dell’identità aziendale.
L’approccio con troppi marchi diversi era un ostacolo.
L’azienda doveva evolvere: da semplice “intermediario” a fornitore completo di servizi per la casa, con mutui, assicurazioni e ristrutturazioni.
Per fare questo, aveva bisogno di un unico marchio riconoscibile per il cliente finale.
Gestire i servizi aggiuntivi su tre marchi diversi creava confusione.
La seconda causa, ancora più critica, era l‘esposizione al rischio legato alle decisioni del governo sui bonus edilizi.
Una parte troppo grande dei guadagni dipendeva da questi sussidi.
L’azienda doveva rendersi indipendente da queste fluttuazioni.
Questa analisi ha reso evidente che il problema non era legato solo al mercato immobiliare in sé, ma a un modo di lavorare non più adatto.
L’esigenza era chiara: smantellare le complessità inutili e spostare il baricentro aziendale verso guadagni fissi e sicuri, non soggetti ai continui aggiornamenti e adeguamenti normativi.
Soluzione Implementata: L’Esecuzione della Strategia Single-Brand
Per invertire la rotta, il Gruppo ha ideato e messo in atto una strategia operativa rigorosa, sviluppata attraverso quattro passaggi sequenziali.
Il primo passo, il più radicale, è stato la semplificazione dei marchi.
Invece di chiudere semplicemente le reti concorrenti, il management ha deciso di venderle: nella seconda metà del 2022 ha venduto la quota di maggioranza di Professionecasa, mentre nella prima metà del 2023 è stata completata la vendita del 100% di Grimaldi.
Questo ha permesso di incassare subito dei soldi e di eliminare i costi di gestione associati.
Il secondo passaggio si è concentrato sul rilancio del marchio principale.
Nel corso del 2024, è stata avviata una massiccia campagna di rebranding che ha coinvolto le insegne e il look delle agenzie in tutta Italia, con l’obiettivo di dare un’immagine moderna e premium.

Allo stesso tempo, per garantire che il servizio offerto dai franchisee fosse all’altezza del nuovo marchio, è stato lanciato un programma di formazione dedicato per potenziare le competenze degli agenti.
Il terzo passaggio ha mirato a stabilizzare i guadagni tramite l’acquisizione di nuove attività sicure.
Riconoscendo l’instabilità dei lavori legati ai bonus, nel 2024 il Gruppo ha iniziato ad acquisire e gestire direttamente studi di amministrazione condominiale.
Questa mossa garantisce entrate fisse mensili e mette l’agenzia al centro della vita del condominio, aprendo nuove opportunità per l’offerta di servizi tecnici e assicurativi.
Il quarto e ultimo passaggio, fondamentale per completare la transizione, ha riguardato il cambio di leadership.
Nel gennaio 2025, dopo aver guidato l’azienda attraverso la complessa fase di ristrutturazione e riposizionamento, Roberto Busso ha lasciato l’incarico di capo dell’azienda. Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Marco Speretta per guidare l’espansione del nuovo modello aziendale ottimizzato.
Lo scenario AFTER e Risultati: Il Risanamento Finanziario

I dati di bilancio pubblicati tra il 2024 e il 2025 certificano il successo della ristrutturazione.
L’effetto più eclatante si è registrato sulla riduzione del debito:
i debiti totali della capogruppo sono crollati del 72%, scendendo dai 54,4 milioni del 31 dicembre 2023 a 15,4 milioni di euro al 31 dicembre 2024.
Questo drastico riduzione dell’indebitamento ha restituito flessibilità operativa all’azienda.
A livello di guadagni operativi, l’esercizio 2024 si è chiuso con un margine lordo in crescita a 23,3 milioni e un utile operativo migliorato a 15,3 milioni.
Questo dimostra che, sebbene il fatturato lordo sia diminuito, a causa della vendita dei marchi e dei blocchi sui lavori, l’effettivo guadagno operativo è aumentato grazie a una maggiore efficienza.
La concentrazione sull’unico marchio ha portato frutti immediati:
i guadagni nel primo semestre del 2025 hanno evidenziato una netta crescita. All’interno di questo ecosistema, il segmento franchising ha mostrato una solidità strutturale: i guadagni complessivi delle fees e royalties del franchising nei primi nove mesi del 2025 sono aumentati.
Infine, le nuove iniziative hanno confermato la bontà del piano:
i guadagni derivanti dalla neo-acquisita gestione degli studi di amministrazione condominiale hanno iniziato a generare un margine positivo, confermando la solidità del percorso verso guadagni fissi e sicuri..
Prospettive Future: Una Strategia di Rilancio fuori dagli schemi

Come nei casi precedenti dopo aver analizzato la strategia di ristrutturazione del Brand, ho sviluppato anche una proposta di strategia di rilancio Out of the box con il supporto del nostro AI Co-Pilot Granello.
Il completamento dell’abbattimento del debito e il pivot sul single-brand hanno messo in sicurezza l’architettura finanziaria del Gruppo.
Tuttavia, per raggiungere l’obiettivo di incremento del fatturato franchising entro il 2028 e neutralizzare il rischio reputazionale intrinseco nella gestione delle agenzie periferiche, l’analisi strategica elaborata dal nostro Co-Pilot Granello suggerisce un’evoluzione radicale:
trasformare l’agenzia da “negozio di compravendite” a “Family Office dell’immobile”, abbracciando in pieno il modello della Subscription Economy.
Questa strategia “Out of the Box”, progettata per innestarsi fluidamente nel piano di ristrutturazione in atto, si articola su quattro direttrici operative:
- Il Modello “Abbonamento Gabetti Casa Facile” (Shift B2C): Il problema storico dell’immobiliare è che si compra casa poche volte nella vita. Per non sprecare lo sforzo di conquistare un cliente per una sola operazione, la strategia prevede l’introduzione di un abbonamento mensile da proporre al momento dell’acquisto. Sfruttando l’ecosistema aziendale, l’abbonamento includerebbe la gestione delle utenze, come luce e gas, l’assicurazione casa e un servizio di pronto intervento guasti 24/7. In questo modo, l’agenzia genera guadagni fissi mensili, slegandosi dalla volatilità del mercato.
- Prezzi Trasparenti e Certificazione per Case Green Usate: Per blindare la reputazione di correttezza e trasparenza, si impone l’adozione di un “Menu dei Servizi” pubblico nazionale per le agenzie, con tariffe chiare e uguali per tutti. Contestualmente, si trasforma Gabetti Lab in un ente certificatore permanente: ogni immobile usato venduto viene accompagnato da un “Rating ESG Pre-Vendita” che stima i costi futuri per l’adeguamento alle nuove norme europee sulle case green. L’agenzia passa dalla vendita del mattone alla consulenza predittiva.
- Il Franchising “Tutto Incluso” (FaaS): Per abbattere il turnover degli affiliati e le frizioni interne, la sede centrale dovrebbe occuparsi integralmente di tutto il lavoro d’ufficio per l’agenzia locale. Fornendo un servizio FaaS completo basato su generazione di contatti digitali, burocrazia documentale, marketing locale, l’agente viene liberato dal carico amministrativo per concentrarsi esclusivamente sulla relazione umana e la negoziazione, gli elementi che oggi fanno la differenza.
- L’Amministratore di Condominio come Informatore: L’acquisizione degli studi di amministrazione si trasforma nel motore primario di acquisizione clienti. L’amministratore Gabetti agisce come “sensore interno” dei palazzi, intercettando per primo le necessità di vendita dei condomini. Questo genera un flusso continuo di contatti privilegiati e a costo zero per l’agenzia di quartiere, giustificando ampiamente le royalty pagate dagli affiliati.
Tabella di confronto
| Metrica Operativa e Finanziaria | Scenario BEFORE (2023 / 2024) | Scenario AFTER (2024 / 2025) | Delta % |
| Indebitamento Finanziario Netto | €. 54,4 milioni (Dicembre 2023) | €. 15,4 milioni (Dicembre 2024) | – 71,6 % |
| Ricavi Operativi di Gruppo (Semestrali) | €. 53,0 milioni (Al 30/06/2024) | €. 57,2 milioni (Al 30/06/2025) | + 7,9 % |
| Utile Operativo di Gruppo (Annuale) | €. 11,5 milioni (Dicembre 2023) | €. 15,3 milioni (Dicembre 2024) | + 33,0 % |
| Ricavi Gabetti Franchising (Primi 9 Mesi) | €. 7,9 milioni (Al 30/09/2024) | 8,2 milioni € (Al 30/09/2025) | + 3,7 % |
| Struttura Reti Retail | Multi-Brand Gabetti, Grimaldi, Professionecasa | Single-Brand Esclusivamente Gabetti Franchising | Consolidamento 100% |
Lezioni apprese
L’esecuzione strategica di Gabetti fornisce tre insegnamenti fondamentali.
In primo luogo, la dispersione con troppi marchi diversi distrugge il valore.
La decisione di venderli dimostra che, a volte, sacrificare il volume per difendere il margine è la via più sicura per il risanamento.
In secondo luogo, dipendere troppo da un singolo settore instabile (come i bonus statali) rappresenta una vulnerabilità critica.
L’integrazione di servizi sicuri e fissi, come l’amministrazione di condomini, che genera entrate indipendentemente dalle oscillazioni del mercato immobiliare, si è rivelata una contromisura eccellente per ammortizzare gli shock esogeni.
Ciò conferma che, nel panorama contemporaneo dell’immobiliare, la pura mediazione sta diventando un’attività standardizzata.
Il reale vantaggio difendibile risiede nella capacità dell’azienda di fornire all’affiliato un pacchetto di servizi complementari che trasformino il singolo agente in un assistente per tutta la vita per le esigenze immobiliari del cliente, giustificando così le royalty e fidelizzando la rete.
Domande Frequenti
Quali marchi secondari sono stati dismessi dal Gruppo e in che modalità?
Per rifocalizzare le proprie risorse sul brand principale, Gabetti ha operato la cessione delle proprie reti ancillari: nella seconda metà del 2022 ha ceduto la quota di maggioranza di Professionecasa, mentre nel primo semestre del 2023 ha concluso la vendita del 100% di Grimaldi. Entrambe le transazioni sono state strutturate come operazioni di management buyout.
Qual è stato l’impatto del blocco dei bonus edilizi sui ricavi della holding?
Le normative restrittive sugli incentivi fiscali legati alla riqualificazione hanno avuto un impatto diretto sui volumi d’affari di Gabetti Lab. Nel corso del 2024, questo rallentamento si è riflesso sul fatturato consolidato complessivo del Gruppo, che ha registrato una riduzione del 24% (scendendo a 147,2 milioni rispetto ai 193,1 dell’anno precedente), imponendo una rapida riorganizzazione.
Chi ha assunto la leadership del Gruppo per guidare questa nuova fase operativa?
Il 20 gennaio 2025, il Consiglio di Amministrazione ha sancito un passaggio di consegne cruciale al vertice dell’azienda. Roberto Busso ha lasciato il ruolo di Amministratore Delegato dopo aver supervisionato la fase di ristrutturazione profonda, cedendo il comando a Marco Speretta, che ha assunto la carica di nuovo AD per guidare l’espansione del modello single-brand.
Curiosità

- Il Crollo Virtuoso del Debito: Attraverso una gestione oculata e l’ottimizzazione del perimetro aziendale, Gabetti è riuscita a decurtare i propri debiti totali del 72% in 12 mesi, passando da 54,4 milioni a fine 2023 a soli 15,4 milioni a dicembre 2024.
- Il Riconoscimento MISE: Il prestigio del brand è stato ufficializzato a livello governativo. Gabetti è stata inserita nel registro del Ministero come “Marchio Storico di interesse nazionale”, un titolo esclusivo che ha ispirato il lancio della campagna istituzionale intitolata “Rendiamo Stabile l’Italia”.
- Formazione come Leva di Fatturato: Oltre al rebranding fisico, alla fine del 2024 l’azienda ha lanciato un programma di formazione e coaching dedicato alle agenzie. L’obiettivo primario è incrementare in modo diretto i volumi e la qualità dei servizi aggiuntivi offerti agli affiliati.
- Il Passaggio di Testimone: Il 20 gennaio 2025 ha segnato uno spartiacque nella governance: l’ingegnere Roberto Busso ha rassegnato le dimissioni dai ruoli consiliari, lasciando la poltrona di Amministratore Delegato a Marco Speretta, segnando l’avvio ufficiale della nuova era strategica del Gruppo.
- Amministrazioni Condominiali a Reddito: La scelta di diversificare i ricavi allontanandosi dai soli bonus statali ha pagato immediatamente: i nuovi studi di amministrazione condominiale, acquisiti nel 2024, hanno iniziato a produrre guadagni già positivi nel primo semestre 2025.
Se sei interessato ad approfondire il Caso Gabetti Franchising e alle analisi strategiche realizzate con il supporto dell’AI Co-Pilot Granello per le analisi strategiche e le due diligence per operazioni M&A, scrivi una mail a sergio.curadi@avriolab.com.
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